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Tag Archive 'FED'

AIG – American International Group, Inc. è un’importante società quotata al NYSE, una delle maggiori società assicurative esistenti fino a qualche anno fa.

Questo titolo negli ultimi anni è arrivato circa a 100 euro per poi scendere poche sedute fa a 1,25 dollari. Un vero e proprio crollo.

In molti ormai si domandano se ora è il momento di comprare AIG o se può scendere ancora.

Come al solito nessuno può rispondere a certe domande ma si possono fare delle considerazioni.

Dentro AIG entra il governo degli Stati Uniti grazie ai 40 miliardi di dollari che vengono messi dal Tesoro e dalla FED per l’acquisto di nuove azioni privilegiate.

In questo modo la situazione di AIG migliora molto.
Sul prestito di 60 miliardi AIG (allungato da 2 a 5 anni)paga solo il Libor + 3 punti anziché +8 basis point come inizialmente programmato.
Il tasso passivo pagato sui fondi a disposizione di AIG che non viene realmente usato scende allo 0,75%.

Si ricorda che il pacchetto finanziario stanziato per AIG da parte del Tesoro Usa e della Federal Reserve prevede una iniezione di ben 150 miliardi di dollari.

Dire se è opportuno comprare o vendere AIG è difficile, di certo è che il titolo azionario di questo colosso assicurativo americano dai massimi è arrivato a perdere il 98% e che il Governo, il Tesoro americano e la FED stanno impiegando imponenti risorse per cercare di salvare AIG e per provare a rimettere in moto questa prestigiosa società assicurativa con la conseguente speranza di vedere quotazioni azionarie migliori rispetto alle attuali.

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Taglio dei tassi di interesseOggi, 8 ottobre, varie banche centrali hanno deciso di tagliare i tassi di interesse contemporaneamente dando un preciso segnale – a borse europee aperte – ai mercati finanziari.

La Federal Reserve di Bernanke ha tagliato il tasso di riferimento di 0,50% portandolo dal 2% all’1,5%.
La FED ha tagliato anche il tasso di sconto di 50 basis points portandolo all’1,75%.

Anche la BCE con le banche centrali di Gran Bretagna, Svizzera, Svezia e Canada hanno deciso di tagliare i tassi di interesse.

  • La BCE di Trichet ha tagliato i tassi di riferimento dal 4,25% al 3,75% operando un taglio sui tassi di interesse di 0,50%.
  • La Banca d’InghilterraBOE – ha abbassato il tasso di riferimento di 0,50% portandolo dal 5% al 4,5%.
  • La Banca Centrale Svizzera ha portato la banda obiettivo del tasso Libor al 2% – 3%.
  • La Banca del Canada ha tagliato i tassi di 50 punti base portandoli dal 3% al 2,50%.

Il taglio dei tassi è stato così concertato fra le principali banche centrali del Mondo in considerazione di una più debole attività economica combinata ad una bassa pressione inflazionistica.
Infatti le materie prima, così come per esempio il petrolio, si sono fortemente ridimensionate con forti cali sulle quotazioni.

Questa volta le Banche Centrali hanno compreso l’importanza di non entrare in forte recessione mettendo da parte la paura dell’inflazione, un problema che attualmente appare secondario e relativamente infondato.

Il taglio dei tassi di interesse, seppure giudicato da molti tardivo, è comunque una buona cura per questo mercato. Non si sa se questo basterà ma intanto almeno sono iniziate le cure con la speranza che queste facciano effetto in tempi ragionevoli.

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Freddie Mac Fannie Mae

Grande crollo delle quotazioni per Freddie Mac e Fannie Mae con perdite giornaliere intorno al 90% a causa della nazionalizzazione delle due istituzioni finanziarie che inglobano ben 5200 miliardi di mutui americani.
Con questa operazione il governatore della FED e il segretario del tesoro hanno effettuato la più grande operazione finanziaria di salvataggio di due società.

Paulson ha dichiarato che “Fannie Mae e Freddie Mac sono così vasti e così interconnessi nel nostro sistema finanziario che un fallimento dell’uno o dell’altro provocherebbe una grande tempesta nei mercati finanziari qui in patria e in tutto il mondo”.

In questo caso il controllo di Freddie Mac e Fannie Mae da parte del governo Usa ha comportato una distensione nei mercati finanziari che temevano anche di disastri di grandi proporzioni dovuti da una delle due società.

Al crollo di FNM e FRE è coinciso un forte rialzo di tutti i listini azionari con molti rialzi degli indici azionari intorno al 2% – 3% – 4%.

Nonostante ciò i titoli di Stato americani – Tbonds – dopo un’apertura in forte ribasso hanno finito le contrattazioni in rialzo (scadenza dicembre) e il dollaro ha continuato la sua corsa rafforzandosi ulteriormente così come è successo nelle ultime sedute.

Si ricorda che nelle ultime sedute gli indici azionari erano prevalentemente al ribasso e questa notizia giunta nel week end ha dato ossigeno al mercato azionario facendo recuperare nella giornata odierna, solo in Europa, ben oltre 200 miliardi di capitalizzazione precedentemente persa.

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