I rendimenti dei BTP indicizzati all’inflazione dell’area Euro si sono confermati stabili come le aste precedenti.
In particolare il Tesoro oggi ha assegnato i BTP-i a 5 anni con un tasso dell’1,61% e il BTP a 30 anni a un tasso del 2,53%.
I rendimenti dei classici BTP italiani emessi dal Tesoro hanno tassi notevolmente superiori.
Sul fronte dai tassi ultimamente si è assistito ad un forte calo dei tassi USA con la FED che a più riprese è intervenuta a tagliare i tassi di interesse. Al contrario la BCE ha mantenuto stabili i tassi di interesse anche per mantenere contenuta l’inflazione.
L’attenzione riposta al contenimento dell’inflazione nell’area euro fa sì che i rendimenti dei BTP-i siano bassi.
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Posted in Investimenti on Mar 17th, 2008
Lunedì 17 marzo porta sfortuna ai mercati finanziari?
In effetti oggi ci sono state vendite consistenti sui mercati azionari asiatici, europei, americani.
Tuttavia va ricordato che a fronte di vendite e svendite qualche compratore ha comprato. Sembra una banalità ma oggi potrebbe non esserlo.
Sarà molto interessante verificare la tenuta dei minimi che si sono avuti oggi sui mercati azionari visto il buon recupero del dollaro e il forte calo del petrolio e del gas.
Il prossimo intervento della FED farà capire meglio lo scenario economico e finalmente si saprà se Ben Bernanke taglierà i tassi di interesse di 0,5% o 0,75% o addirittura dell’1%.
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Petrolio intorno a 110 dollari al barile, cambio euro dollaro intorno a 155. Numeri “pesanti”, record su record. Record storici, i classici “uncharted”.
Nonostante tutto la crisi subprime grazie all’intervento della FED e, in parte, della BCE, sta lentamente rientrando.
I mercati azionari questo lo percepiscono e ringraziano con generosi rialzi.
Fortissimi rialzi per il Dow Jones che guadagna 416,66 punti con +3.55% portandosi a 12156,81, ottimo rialzo anche per il Nasdaq con un guadagno di quasi 100 punti, ovvero 86,42, con un +3,98% raggiungendo quota 2255,76.
Ampi guadagni anche in Europa con l’indice S&P MIB e Mib30 superiori al 2%.
Oggi martedì 11 marzo potrebbe essere un giorno significativo dopo un brutto black monday, un lunedì 10 marzo dove si sono visti molti ribassi e nuovi minimi di periodo su molti indici azionari internazionali.
Si ricomincia quindi a salire? Sono finite le vendite? E’ il momento di comprare? Qualche buona opportunità di acquisto tra ieri e oggi è emersa.
Sarà ora importante vedere le imminenti decisioni della FED e il discorso che pronuncerà Ben Bernanke.
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Posted in Analisi Fondamentale on Mar 5th, 2008
Oggi 5 marzo si segnano molti massimi storici.
Massimo storico per l’oro che si aggira intorno alla soglia psicologica di 1000 dollari l’oncia.
L’oro nero batte nuovi record storici e oggi il petrolio supera 104 dollari al barile.
Non è da meno l’euro. Il cambio euro dollaro ha anche superato quota 1,53.
Nonostante questi record le borse europee hanno guadagnato in maniera consistente.
C’è ora una forte attesa per il probabile taglio dei tassi da parte della Fed del prossimo 18 marzo. C’è chi pensa che ci sarà un taglio dei tassi dello 0,5%mentre altri considerano addirittura probabile un taglio dei tassi dello 0,75%: un taglio forte e deciso quindi.
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Il giorno successivo alla chiusura di Wall Street per la festività del President’s Birthday, martedì 19 febbraio 2008 il petrolio ha segnato un nuovo record storico superando 100 dollari al barile toccando quota 100,10 dollari al barile.
La folle corsa del petrolio sopra la soglia psicologica di 100 dollari è frutto di pura speculazione? Questo come al solito non si può sapere.
Le attese dei mercati sono piuttosto pessimistiche sulle attese dell’OPEC per il prossimo mese: non ci si attende un aumento della produzione del petrolio. Inoltre l’esplosione di una raffineria in Texas e i possibili problemi relativi ad un importante produttore di petrolio come la Nigeria hanno contribuito a realizzare il quarto rialzo consecutivo dell’oro nero.
Certo è che il petrolio a questi prezzi crea qualche preoccupazione sull’economia e sull’inflazione. Questo potrebbe anche fare riflettere sull’andamento degli eventuali futuri tagli dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Particolare attenzione sull’andamento dei tassi di interesse viene riposta nelle prossime mosse della FED e della BCE che a questo punto sono particolarmente attese dagli operatori finanziari.
Recuperano anche oro e argento con primato del platino a 2.119 dollari l’oncia mettendo a segno una performance del 40% da inizio anno - ovvero in meno di 2 mesi. Sempre da inizio anno l’oro ha guadagnato il 9% e l’argento il 15%. Tutto ciò potrebbe indicare che gli investimenti sono orientati verso beni di rifugio.
Il prezzo del petrolio dalla scorsa estate è aumentato di circa il 25% e dal 2004 il prezzo del petrolio è aumentato del 200%.
La reazione delle borse al petrolio così alto non è particolarmente positiva così come si è potuto vedere dalle borse asiatiche con perdite consistenti: la borsa di Tokio con l’indice azionario Nikkei ha perso il 3,25%.
Sul versante Italia il petrolio sopra 100 dollari può avere effetti negativi sul prezzo della benzina portandola sopra euro 1,40 al litro innescando tutti i problemi che bene conosciamo, non ultimo la possibilità dell’incremento dei prezzi e dell’inflazione.
Per gli italiani e per i Paese che aderiscono all’euro, la debolezza del petrolio e la forza dell’euro attenua in parte gli effetti del caro petrolio.
I prezzi della benzina alla pompa sono già stati aumentati da parte di Agip, Api-Ip, Erg, Esso e Tamoil.
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