Sono molte le banche d’affari e gli studi dedicati a FIAT, una delle società più importanti che compongono il listino azionario italiano.
In pochi mesi Fiat è passata da un massimo intorno a 25 euro fino ad un minimo intorno a 5 euro perdendo di fatto circa l’80% dai massimi.
- Centrosim ha dato un giudizio di buy su Fiat con un target price di 9 euro.
- Banca Akros conferma il giudizio di acquisto su Fiat con un prezzo obiettivo di 10 euro.
- Cassa Lombarda vede il fair value di Fiat a 10,70 euro per azione.
- Ubs è “neutral” su Fiat con un target price a 6,50 euro.
- Banca Imi è prudente su Fiat e a fronte di un hold vede il prezzo delle azioni Fiat a 5,80 euro.
- Goldman Sachs su Fiat è “neutral” con un target price a 7 euro.
Fiat attualmente vale circa 5 euro, un valore che sembrerebbe piuttosto sacrificato visto l’utile che genera l’azienda capitanata dall’AD Sergio Marchionne.
Questo valore delle azioni Fiat non si vedevano da oltre 3 anni.
Fiat sembra quindi risentire del comparto auto attualmente piuttosto deludente nel mondo a causa del periodo di recessione che si sta vivendo, tuttavia Fiat sembra affrontare molto meglio questo periodo rispetto ai suoi competitors senza considerare le difficoltà di General Motors – GM – (con quotazioni azionario tornate a quelle degli anni ‘40) e di altre società automobilistiche.
Si ricorda che la società statunitense guidata da Rick Wagoner opera nel mondo con i marchi:
- Bedford
- Buick
- Cadillac
- Chevrolet
- Daewoo
- GMC
- Holden
- Hummer
- Opel
- Pontiac
- Saturn
- Saab
- Vauxhall
Proprio queste difficoltà del settore auto potrebbero generare nuovi aiuti da parte dei vari stati come per esempio un nuovo incentivo per la rottamazione auto o comunque altre forme di agevolazioni per rimettere in moto anche questo importante e strategico segmento industriale che potrebbe contribuire a rivitalizzare l’economia e contribuire a generare maggiori utili per la Fiat e per gli azionisti del Lingotto.