Scritto su Economia e finanza, Unicredit Group on mercoledì 05 novembre 2008
Dresdner Bank consiglia di acquistare il titolo azionario Unicredit dando il giudizio di buy con target price a 3,70 euro prevedendo un utile per azione per quest’anno di 39 centesimi di euro, per il prossimo anno di 40 centesimi di euro e per quello successivo di 0,45 euro per azione. Unicredit fino a qualche mese fa valeva più del doppio in borsa e la situazione economica e finanziaria internazionale ha spinto in forte ribasso la banca di Alessandro Profumo. L’aumento di capitale da 6,6 miliardi di euro dovrebbe rafforzare la banca per il futuro per meglio sopravvivere alla tremenda situazione finanziaria in cui si sta vivendo. Si ricorda infine che Unicredit è una delle più grandi banche a livello europeo e gode di un’ottima e capillare presenza in Italia e di una buona visibilità sopratutto nei Paesi dell’Est dell’Europa grazie a recenti acquisizioni. L’elevata redditività del gruppo Unicredit rende per molti estremamente appetibile il titolo a questi prezzi, non a caso anche Alessandro Profumo nelle scorse giornate ha acquistato azioni Unicredit così come hanno fatto anche altri dirigenti. Questo potrebbe essere un segnale molto interessante: chi meglio di Profumo conosce il valore reale di Unicredit? Potrebbe essere plausibile pensare che se Alessandro Profumo ha comprato azioni della banca, l’acquisto delle azioni Unicredit potrebbe essere un buon investimento per il medio – lungo periodo anche se, qualsiasi investimento azionario, va effettuato sempre con molta cautela e consapevolezza.
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Oggi, 8 ottobre, varie banche centrali hanno deciso di tagliare i tassi di interesse contemporaneamente dando un preciso segnale – a borse europee aperte – ai mercati finanziari.
La Federal Reserve di Bernanke ha tagliato il tasso di riferimento di 0,50% portandolo dal 2% all’1,5%.
La FED ha tagliato anche il tasso di sconto di 50 basis points portandolo all’1,75%.
Anche la BCE con le banche centrali di Gran Bretagna, Svizzera, Svezia e Canada hanno deciso di tagliare i tassi di interesse.
- La BCE di Trichet ha tagliato i tassi di riferimento dal 4,25% al 3,75% operando un taglio sui tassi di interesse di 0,50%.
- La Banca d’Inghilterra – BOE – ha abbassato il tasso di riferimento di 0,50% portandolo dal 5% al 4,5%.
- La Banca Centrale Svizzera ha portato la banda obiettivo del tasso Libor al 2% – 3%.
- La Banca del Canada ha tagliato i tassi di 50 punti base portandoli dal 3% al 2,50%.
Il taglio dei tassi è stato così concertato fra le principali banche centrali del Mondo in considerazione di una più debole attività economica combinata ad una bassa pressione inflazionistica.
Infatti le materie prima, così come per esempio il petrolio, si sono fortemente ridimensionate con forti cali sulle quotazioni.
Questa volta le Banche Centrali hanno compreso l’importanza di non entrare in forte recessione mettendo da parte la paura dell’inflazione, un problema che attualmente appare secondario e relativamente infondato.
Il taglio dei tassi di interesse, seppure giudicato da molti tardivo, è comunque una buona cura per questo mercato. Non si sa se questo basterà ma intanto almeno sono iniziate le cure con la speranza che queste facciano effetto in tempi ragionevoli.
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Scritto su Economia e finanza on martedì 09 settembre 2008
Grande crollo delle quotazioni per Freddie Mac e Fannie Mae con perdite giornaliere intorno al 90% a causa della nazionalizzazione delle due istituzioni finanziarie che inglobano ben 5200 miliardi di mutui americani.
Con questa operazione il governatore della FED e il segretario del tesoro hanno effettuato la più grande operazione finanziaria di salvataggio di due società.
Paulson ha dichiarato che “Fannie Mae e Freddie Mac sono così vasti e così interconnessi nel nostro sistema finanziario che un fallimento dell’uno o dell’altro provocherebbe una grande tempesta nei mercati finanziari qui in patria e in tutto il mondo”.
In questo caso il controllo di Freddie Mac e Fannie Mae da parte del governo Usa ha comportato una distensione nei mercati finanziari che temevano anche di disastri di grandi proporzioni dovuti da una delle due società.
Al crollo di FNM e FRE è coinciso un forte rialzo di tutti i listini azionari con molti rialzi degli indici azionari intorno al 2% – 3% – 4%.
Nonostante ciò i titoli di Stato americani – Tbonds – dopo un’apertura in forte ribasso hanno finito le contrattazioni in rialzo (scadenza dicembre) e il dollaro ha continuato la sua corsa rafforzandosi ulteriormente così come è successo nelle ultime sedute.
Si ricorda che nelle ultime sedute gli indici azionari erano prevalentemente al ribasso e questa notizia giunta nel week end ha dato ossigeno al mercato azionario facendo recuperare nella giornata odierna, solo in Europa, ben oltre 200 miliardi di capitalizzazione precedentemente persa.
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Scritto su Economia e finanza on lunedì 24 dicembre 2007
L’approssimarsi della fine del 2007 pone sul tavolo una serie di interrogativi che di solito accompagnano il passaggio da un anno all’altro, anche se questa volta i dubbi e le perplessità sembrano essere di gran lunga maggiori rispetto a quelli vissuti ad esempio a fine 2006. L’andamento dei mercati azionari nella seconda parte dell’anno, unitamente [...]
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Scritto su Economia e finanza on lunedì 17 dicembre 2007
Recentemente alcune Banche Centrali hanno operato sul tasso ufficiale di sconto. In particolare in questo periodo la più famosa Banca Centrale al mondo ovvero la FED ha ridotto il costo del denaro decidendo di tagliare di 0,25% o 0,50% il tasso di interesse.
I tassi di interesse sono un indicatore importante dell’economia e con un rialzo [...]
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Scritto su Economia e finanza on lunedì 27 agosto 2007
Nel 2007 è scoppiata la crisi sui mutui subprime che ha coinvolto prevalentemente la borsa americana, europea, asiatica e australiana con crolli di quasi tutte le azioni delle varie borse.
Ma cosa sono i mutui subprime?
I Subprime sono dei prestiti concessi a tassi elevati a persone che non possono accedere al normale canale finanziario o bancario [...]
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