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Monthly Archive for settembre, 2009

Il rendimento dei Titoli di Stato continuano a calare.
Dopo l’asta dei BOT della scorsa settimana che ha visto il rendimento dei BOT trimestrali allo 0,386% lordo e i BOT annuali allo 0,741% lordo, oggi anche i BTP a 5 anni dimostrano di avere rendimenti in forte calo.
Con il calo dei BOT anche i CCT tendono a calare di rendimento essendo indicizzati al rendimento dei BOT.

Il rendimento dei BTP a 5 anni collocati oggi dal Tesoro hanno un rendimento inferiore al 3% avendo perso 0,24 punti percentuali dal precedente collocamento, i BTP a 5 anni oggi hanno avuto un rendimento del 2,83% lordo rispetto al 3,07% precedente.

Da segnalare anche la buona domanda da parte del mercato che a fronte di 3 miliardi offerti sono stati richiesti 4,355 miliardi abbassando quindi i rendimenti.

La discesa dei tassi di interesse sui titoli di Stato può creare forse qualche malcontento per chi era abituato a interessi più corposi. Dall’altra parte lo Stato italiano può beneficiare di una spesa inferiore per interessi sui titoli di Stato emessi e quindi in parte sul debito pubblico.

Storicamente per l’Italia ci troviamo a livelli di interesse assai bassi e non è da escludere che nei prossimi anni, in particolare per i BOT, si possano vedere rendimenti più elevati essendo scesi bene al di sotto dell’1%.

Rendimenti così bassi possono spingere alcuni investitori a vedere forme alternative di investimento che si possono trovare ad esempio nei titoli obbligazionari, corporate, azioni, ecc.

L’andamento al ribasso dei rendimenti dei titoli di Stato può favorire una maggiore riflessione da parte degli investitori forse oggi ancora più disorientati sulle modalità di utilizzo dei propri risparmi non volendo rischiare minusvalenze ma allo stesso tempo a forte disagio per rendimenti assai bassi per la cultura del risparmio e degli investimenti degli italiani.

Alcuni risparmiatori infatti a fronte di interessi bassi offerti dal marcato obbligazionario possono anche tendere a tenere la liquidità sui conti correnti bancari in modo particolare nei conti correnti delle banche online che, alcune, offrono senza dubbio interessi che ad oggi sembrano essere allettanti nonostante la ritenuta del 27% operata sugli interessi derivanti dai conti correnti.

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Cosa sono le opzioni

Le opzioni – o options – sono contratti derivati che conferiscono al compratore il diritto (ma non l’obbligo) di acquistare o vendere un’attività sottostante a o entro una certa data a un prezzo prefissato.

Il venditore è obbligato a soddisfare l’eventuale richiesta del compratore.

Per fare ciò chi acquista l’opzione paga al venditore un “premio” in base a vari criteri tra i quali il prezzo di esercizio, la scadenza e la volatilità del sottostante di riferimento (azione, indice, ecc.).

Chi acquista un’opzione call o put si espone ad un limite massimo di perdita pare all’intero investimento effettuato per l’acquisto dell’opzione e quindi con la possibilità di perdere fino al 100%. In compenso ha la possibilità di non perdere oltre e, nel caso di evento favorevole, di potere guadagnare potenzialmente anche ben oltre il 100%.
All’opposto, il venditore di opzioni può guadagnare al massimo l’intero premio ma si espone a perdite potenzialmente illimitate per la vendita di opzioni call e di elevate perdite potenziali “quasi illimitate” (ma quantificabili come massima perdita) in caso di vendita di opzioni put.

Chi compra un’opzione call o put si dice che ha una posizione “long” ovvero lunga mentre chi vende un’opzione call o put si dice che ha una posizione “short” (di regola più pericolosa proprio perchè le perdite possono essere superiore al 100%!).

Le singole posizioni sulle opzioni call e put si possono così suddividere:

  1. Posizione lunga sull’opzione call (diritto di acquistare a termine il sottostante)
  2. Posizione lunga sull’opzione put (diritto di vendere a termine il sottostante)
  3. Posizione corta sull’opzione call (obbligo di vendere a termine il sottostante se la controparte ne fa richiesta)
  4. Posizione corta sull’opzione put (obbligo di acquistare a termine il sottostante se la controparte ne fa richiesta)

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