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Monthly Archive for Dicembre, 2007

L’approssimarsi della fine del 2007 pone sul tavolo una serie di interrogativi che di solito accompagnano il passaggio da un anno all’altro, anche se questa volta i dubbi e le perplessità sembrano essere di gran lunga maggiori rispetto a quelli vissuti ad esempio a fine 2006. L’andamento dei mercati azionari nella seconda parte dell’anno, unitamente allo scenario macro attuale, impongono una severa riflessione su quello che potrà accadere nel corso dei prossimi mesi.
Sulla base delle tematiche maggiormente dibattute nel secondo semestre e in particolare nelle ultime settimane, sembra facile intuire che ci saranno due temi di rilievo che occuperanno la scena dei mercati per buona parte del 2008.
Da una parte si continuerà a parlare sicuramente della crisi dei mutui subprime e dall’altra l’attenzione sarà tutta rivolta alla crescita economica e all’evoluzione che potrà interessare la congiuntura a livello globale durante il prossimo anno.
Ormai sembra scontato che la crisi innescatasi questa estate si sia in parte trasferita sull’economia reale da qui le revisioni al ribasso della crescita per le più importanti aree del globo, le Banche Centrali in particolare stanno rivedendo le proprie stime al ribasso.
Per onore della verità va affermato che i dati macro (specialmente quelli europei) mostrano ancora una discreta tenuta mentre e evidente un notevole deterioramento dei sentiment e delle aspettative sia a livello di produttori che di consumatori sia europei che americani.
Analizzando più in dettaglio il mercato italiano sembra essere quello che più ha scontato lo scenario negativo verificatosi negli ultimi sei mesi, questo per diverse ragioni.
Prima tra tutte nella composizione dei nostri indici, sono presenti tantissime banche e questo spiega ma solo in parte la sotto performance del nostro mercato nell’anno 2007, in Italia poi sono praticamente inesistenti investitori quali fondi pensioni che in una fase come quella verificatasi nella seconda parte dell’anno sarebbero stati particolarmente utili, a questo aggiungiamo che i fondi comuni italiani vedono un deflusso di capitali importante ormai da circa 18/24 mesi.
Anche un quadro politico istituzionale molto confuso, litigioso e a volte incomprensibile ai più ha tenuto lontano investimenti ed investitori, specialmente stranieri dal nostro listino.
Tutto questo ha portato a valutazioni di alcune aziende italiane a livelli che non si vedevano da anni in termini di valori fondamentali e di multipli. Tutti affermano, comprese molte banche d’affari straniere, e non solo l’Abi e la Banca d’Italia che la nostra industria del credito e decisamente poco esposta alla vicenda subprime, eppure non è difficile trovare banche che sono quotate a poco più dei mezzi propri vale per tutte l’esempio della Banca Popolare di Milano (a 9.20 euro per azione 1.1 volte i M/P) ma anche molte altre, il tutto assume anche una connotazione grottesca quando si vede che gli sportelli bancari italiani che per motivi antitrust alcuni istituti hanno dovuto vendere, costano tra gli 8/9 milioni di euro, cifre da capogiro che sono state pagate anche da banche estere.
Questo vale per tantissime altre aziende una per tutte Italcementi che ha visto il proprio corso praticamente dimezzato negli ultimi sei mesi, pur in presenza di un rallentamento del settore, non si tiene conto che aziende come Italcementi hanno in questi anni diversificato moltissimo, anche a livello geografico, e quindi oggi producono e vendono in aree del mondo a forte crescita, anche in questo caso questa azienda ha sotto performato i suoi competitor europei.
Nelle aziende italiane a piccola e media dimensione l’effetto della crisi e stata ancora più pesante, qui ha giocato a sfavore sicuramente la mancanza di liquidità per cui specialmente durante l’estate a volte si è assistito ad un effetto avvitamento al ribasso dei corsi, in alcuni casi nei mesi a seguire si è potuto notare qualche recupero ma sicuramente la situazione permane molto difficile. Anche qui una per tutte Danieli, è inequivocabilmente considerata da tutti quelli che l’hanno studiata un azienda gioiello ma anche nel suo caso siamo in presenza di un andamento dei corsi deludente nei confronti dei suoi competitor europei e non.
Attualmente non si sa se nell’anno 2008 in Italia saranno prorogati gli incentivi al mercato dell’auto, nel caso non ci fosse nessun aiuto di stato alcuni centri studi specializzati hanno previsto un calo delle vendite nell’ordine del 12/15 %. Nell’anno 2007 sono state vendute in Italia 2.650.000 auto circa (dato quasi definitivo) quindi la stima per l’anno 2008 sarebbe di vendite inferiori di 400.000 unità circa, ma si può ritenere che anche in questo caso Fiat rimanga un’ottima occasione in quanto da una parte il successo degli ultimi modelli, il buon posizionamento sul mercato europeo e la continua opera del Dott. Sergio Marchionne nella razionalizzazione dei costi dovrebbe fare di Fiat ancora una storia molto interessante. Non va dimenticato che ad esempio banche d’affari del calibro di Citigroup hanno un target price di 30 euro su Fiat prevedendo anche un eventuale allungo a 40 euro. Senza dimenticare la storia dello spin off del Gruppo Fiat che valorizzerebbe adeguatamente il reale valore del Gruppo.
Il discorso su Fiat è lungo: non è esposta in area dollaro e quindi non soffre del forte calo del dollaro, ha un parco auto nuovo, produce auto con buoni margini di guadagno e anche le misure sull’emissione di CO2 (anidride carbonica) allo studio presso la Commissione Europea potrebbero di fatto avvantaggiare notevolmente la Fiat rispetto ai produttori tedeschi di auto (Porsche, Audi, Daimler, Bmw, Volkswagen) come ha espressamente detto il ministro dell’ambiente in Germania Sigmar Gabriel (Spd) in un’intervista al secondo canale della Zdf (tv pubblica tedesca).
Concludendo questa breve nota non si può non affrontare anche in una visione prospettica la crisi del Credito. Segnali anche molto negativi in questi ultimi giorni ne sono arrivati molti, basti vedere i livelli a cui sono arrivati i vari Euribor sulle scadenze da uno a tre mesi i quali hanno segnato massimi su massimi che non si vedevano da circa cinque anni, non passa giorno che grandi banche mondiali non annuncino svalutazioni di assets che hanno in pancia. Si può ipotizzare che tra la fine di gennaio e la metà di febbraio avremo un quadro decisamente più chiaro della situazione in quanto i grandi istituti mondiali dovranno comunicare ai mercati i dati relativi all’anno 2007, e con i principi contabili che ormai tutti i paesi occidentali si sono dotati nel bene o nel male dovremmo venire finalmente a conoscenza dell’entità del fenomeno innescato dai cosiddetti mutui subprime e tutto quello che ne consegue (derivati e obbligazioni strutturate).
Le Banche Centrali negli ultimi mesi si sono trovate in seria difficoltà, da una parte la crisi del credito e dall’altra un inflazione che ricominciava ad alzare la testa. Questi due problemi hanno soluzioni diametralmente opposte, nel primo caso si devono abbassare i tassi nel secondo bisogna alzarli. La banca Centrale Americana e quella Inglese hanno deciso di abbassare e molto probabilmente proseguiranno anche nell’anno 2008, la BCE per adesso si e limitata a non alzarli come era nella sua previsione prima dell’estate, è presumibile che non si possa rimanere in questa posizione ancora per molto, alla fine dovrà scegliere o abbassa davanti ad un perdurare della crisi o questa rientra e allora potrà riprendere al sua opera di contenimento dell’inflazione. Non è assolutamente da escludere che alla fine si adeguerà alle altre e da marzo aprile in poi sentiremo parlare di abbassamento dei tassi come indicatori tipo il bund già da tempo, per diversi motivi, indicano. Insomma un grande lavoro dietro le quinte da parte dei governatori delle Banche Centrali della BCE - Jean Claude Trichet e della FED - Ben Bernanke. Non mancano poi interventi incisivi da parte dell’ex governatore della Federal Reserve Alan Greenspan.
Non dimentichiamo poi i livelli quasi tondi che abbiamo visto nel 2007 con il cambio euro-dollaro vicino a quota 1,50 ed il petrolio vicino a quota 100. Probabilmente se qualcuno avesse pensato a certi numeri solo qualche anno fa avrebbe pensato che le borse sarebbero crollate mentre così non è stato e questo lascia riflettere e non poco.
Infine tre piccole considerazioni: bisogna ricordare che le svalutazioni che le banche effettuano sugli assets coinvolti dal problema subprime sono al momento solo esposizioni che vengono valutate a valori inferiori - e quindi svalutati - ma non sono ancora perdite certe. Paradossalmente, in un’ottica ottimistica, le attuali enormi svalutazioni di questi assets potrebbero in futuro essere rivalutati.
Le quotazioni azionarie di alcune banche attualmente sono piuttosto sacrificate. Non è detto che abbiamo raggiunto il minimo, tuttavia capitali esteri provenienti da varie parti del mondo come dai paesi arabi o dalla Cina sono entrati nel capitale di alcune grandi e potenti banche d’affari americane. Se si considera infatti la bassa valutazione azionaria delle banche USA associata ad un livello dell’euro dollaro intorno a 1,50 e ad una generale debolezza del dollaro contro molte altre valute, l’investimento in azioni americane risulta essere relativamente poco oneroso considerando che probabilmente l’attuale debolezza del dollaro non sarà facilmente sostenibile nel lungo periodo.
Quest’anno il grande problema sono stati i mutui subprime: paradossalmente le persone meno abbienti sono riuscite a fare perdere molti soldi a molti investitori presumibilmente “più ricchi”. E’ un qualcosa che non accade spesso e che tutto sommato in parte fa rivenire in mente il film dell’83″Una poltrona per due” diretto da John Landis ed interpretato da Eddie Murphy.
Nella speranza di un nuovo anno migliore e più “facile” si augura oltre ad un buon Natale un felice e profittevole 2008 pieno di appuntamenti importanti come per esempio l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti.

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Recentemente alcune Banche Centrali hanno operato sul tasso ufficiale di sconto. In particolare in questo periodo la più famosa Banca Centrale al mondo ovvero la FED ha ridotto il costo del denaro decidendo di tagliare di 0,25% o 0,50% il tasso di interesse.
I tassi di interesse sono un indicatore importante dell’economia e con un rialzo o ribasso dei tassi di interesse è possibile operare scelte di politica monetaria ed economica come per esempio il contenimento dell’inflazione oppure agevolare un periodo di espansione o tamponare o prevenire un periodo di recessione.
Un buon Governatore della Banca Centrale di solito sa come muoversi per controllare, monitorare, intervenire con un rialzo o un ribasso del tasso di interesse al fine di creare i migliori presupposti per un’economia sana e di sviluppo.
Attualmente il governatore a capo della FED - Federal Reserve - è Ben Bernanke, successore del famoso Alan Greenspan. In Europa dal 1′ novembre 2003 il presidente della BCE - Banca Centrale Europea - è il francese Jean Claude Trichet (nato a Lione il 20 dicembre 1942) che è succeduto all’olandese Wim Duisenberg - Willem Frederik Duisenberg - Nato a Heerenveen il 9 luglio 1935 e morto a Faucon il 31 luglio 2005.

I tassi di interesse attualmente in vigore dopo l’ultimo taglio della FED - Federal Reserve - sono:

  • Usa Fed Funds 4,25%
  • Giappone Overnight 0,50%
  • Regno Unito Tasso base 5,50%
  • Canada Overnight 4,25%
  • Eurolandia Tasso di rifinanziamento 4%
  • Bulgaria Tasso fisso 4,58%
  • Croazia Tasso Lombard 4,50%
  • Repubblica Ceca Tasso Repo 3,50%
  • Danimarca Tasso di sconto 4,25%
  • Norvegia Tasso sui depositi 5%
  • Ungheria Tasso base 7,5%
  • Polonia Tasso Repo 5%
  • Romania Tasso rifinanziamento 7,5%
  • Russia Tasso rifinanziamento 10,50%
  • Svezia Tasso Repo 4%
  • Svizzera Tasso massimo 2%
  • Ucraina Tasso di sconto 8%
  • Malta Tasso intervento 4,25%
  • Australia Tasso rifinanziamento 6,75%
  • Cina Tasso rifinanziamento 7,29%
  • Hong Kong Tasso rifinanziamento 6%
  • India Tasso Repo 7,75%
  • Indonesia Tasso riferimento 8%
  • Malaysia Overnight 3,5%
  • Nuova Zelanda Tasso cash 8,25%
  • Filippine Overnight 5,50%
  • Singapore Overnight 0,75%
  • Corea del Sud Tasso call 5%
  • Sri Lanka Tasso depositi 10,50%
  • Taiwan Tasso di sconto 3,25%
  • Thailandia Tasso Repo 3,25%
  • Israele Tasso bancario 4%
  • Sudafrica Tasso Repo 11%
  • Turchia Tasso bancario 16,25%
  • Argentina Tasso overnight 5,25%
  • Brasile Tasso Selic 11,25%
  • Cile Overnight 5,75%
  • Colombia Overnight 9,50%
  • Messico Overnight 7,50%
  • Perù Overnight 5%
  • Venezuela Overnight 19,40%

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Continua il buyback azioni Fiat

Il programma di buyback di azioni proprie Fiat è stato prorogato dal 31 dicembre 2007 al 30 aprile 2008.

La Fiat specifica che l’acquisto di azioni proprie è a propria esclusiva discrezionalità anche per tempi, quantità e prezzi.

Fiat anche questa volta intende acquistare azioni proprie fino a quando tali acquisti saranno portatori di valore per gli azionisti.

I manager Fiat pertanto di fatto ritengono che le quotazioni attuali non offrano il reale valore del gruppo Fiat. Già a inizio settimana l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, si era espresso riguardo un eventuale spin off che possa valorizzare pienamente il gruppo Fiat nel caso le quotazioni delle azioni Fiat continuassero ad avere una quotazione bassa e non congrua.

In effetti moltissime prestigiose banche d’affari danno un target price delle azioni Fiat piuttosto elevato intorno a 25 - 30 euro.
Sergio Marchionne parla di spin off per valorizzare meglio il gruppo Fiat che a suo modo di vedere le azioni non rispecchiano il reale valore della società.
La proroga del programma di buy back di azioni proprie Fiat sono un altro segnale di volontà dell’azienda di cogliere un’opportunità di acquisto delle azioni Fiat evidentemente ritenute sottostimate dai manager stessi che presumibilmente ben conoscono il reale valore dell’azienda e i programmi futuri del Lingotto.
Infine l’eventuale imminente decreto legge sugli incentivi sulla rottamazione auto per il 2008 potrebbe essere un altro elemento per considerare un investimento in azioni Fiat presumibilmente da parte di qualche grande investitore istituzionale.

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Spin Off Fiat e forte rialzo in borsa

Fiat recentemente è scesa molto in borsa. A volte è crollata anche del 5% in un giorno arrivando sotto quota 17 euro.

Alcuni operatori dicono che parte della recente discesa sia dovuta anche all’uscita dell’ultima banca che faceva parte del famoso convertendo del 2002 ovvero da parte di Unicredit.

Le banche che erano intervenute in soccorso di Fiat con il convertendo furono Banca Intesa, Sanpaolo Imi, Capitalia, Bnl, MPS, Abn Ambro, Bnp Paribas e Unicredit con il 5,2%.
Unicredit di Alessandro Profumo esce - per ultima - entro fine anno dall’azionariato di Fiat non più mediante operazione di “cash settlement” ma con l’operazione di “physical delivery”.

Quasi per magia, poco dopo che Unicredit aveva annunciato l’uscita da Fiat, è uscita l’intervista di Sergio Marchionne intorno alle 16.30 (una coincidenza?). In circa 1 ora Fiat ha guadagnato oltre il 5% con forti ondate di acquisto per circa 30 milioni di azioni in pochi minuti.
Un movimento improvviso, bello da vedere, molto forte e veloce come raramente si vede.

Ma in pratica cosa è successo?

L’amministratore delegato di Fiat - Sergio Marchionne - ha detto che lo spin off di Fiat auto è possibile qualora il mercato non valorizzasse pienamente il titolo azionario.

Sul periodico Automotive News Sergio Marchionne ha detto che “non è una questione di organizzazione del gruppo ma di trading delle azioni Fiat a sconto rispetto alla somma delle parti” pertanto lo spin off di Fiat “è un argomento che potrebbe avere un fondamento valido. Per adesso Fiat non ne ha sofferto, ma se succedesse e se vi fosse una perdita di valore permanente, potremmo valutare uno spin off”.
Sergio Marchionne conferma che la quota di mercato del segmento A verrà ben monitorata per aumentare la quota di mercato ed in particolare sembra che la Fiat sia pronta a lanciare già nel 2009 un’auto del segmento A microcar (la Fiat “topolino”?).
Sergio Marchionne dichiara che “l’unica cosa che posso dire è che il modello sul quale stiamo lavorando è una vera bellezza“.

Si ricorda che Lunedì 10 dicembre l’azione Fiat in borsa aveva iniziato a perdere vari punti percentuali facendo un minimo a 17,20 per poi chiudere come prezzo di riferimento a 18,741 +5,75% e oltre 1 euro di guadagno al di sopra della chiusura precedente di venerdì.
Sergio Marchionne confermando che le relazioni con la russa Avtovaz restano buone si augura di poterci lavorare nonostante l’accordo che i russi hanno stretto con Renault e inoltre Marchionne non esclude una collaborazione con Daimler.

Sergio Marchionne dice anche “Sto lavorando in Fiat. Nessuno mi ha chiesto di andare da nessun’altra parte. Sto bene qui“, ponendo fine alle periodiche voci dell’uscita di Marchionne dal Gruppo Fiat verso altre società del settore auto o UBS o altre prestigiose società.

Sempre lunedì 10 dicembre Goldman Sachs conferma Fiat nella Convinction buy list ovvero l’azione Fiat è stata inserita nella lista delle azioni da comprare con convinzione ritenendo le quotazioni di Fiat un’”attraente opportunità di acquisto“.
Goldman Sachs è una delle tante prestigiose banche d’affari che vedono le azioni Fiat avere target price interessanti. JP Morgan la scorsa settimana aveva espresso il giudizio di overweight sulle azioni Fiat con un target price di 30 euro in quanto l’attuale capitalizzazione della società esprime un valore alla divisione auto praticamente nullo.
Inoltre anche altri marchi come Alfa Romeo e Lancia potranno avere un impatto positivo nel 2008.

Infine le dichiarazioni del ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani relative alla possibilità di reintrodurre in finanziaria gli incentivi sulla rottamazione auto per il 2008 rendono sulla carta il clima intorno a Fiat pieno di buone prospettive per il futuro.

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Warren Buffer stupisce sempre e in un momento in cui molti investitori sono avversi al rischio, uno dei più grandi investitori al mondo decide di comprare Junk Bond TXU per 2,1 miliardi di dollari.
TXU è la più grande utility del Texas.
Warren Buffet alla Cnbc ha detto che è interessato a questi “junk bond” - titoli spazzatura - in quanto i rendimenti obbligazionari sono elevati.
La Berkshire Hathaway continua a comprare ciò che molti vendono come spesso fa. Alla fine però i rendimenti della società di Warren Buffet sono spesso molto buoni e ciò lascia riflettere se non sia vicino l’ora di comprare certi titoli che attualmente vengono solo venduti.
Si ricorda che anche recentemente Warren Buffet con la sua Berkshire Hathaway ha comprato titoli azionari del settore bancario e auto in quanto si pensa che tali settori ed alcuni titoli siano particolarmente depressi.

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Quota mercato Fiat per vendite auto

La quota mercato di Fiat a novembre è del 30,91% in aumento rispetto al mese precedente.
Da inizio anno la quota di Fiat Group Automobiles è del 31,31%, in aumento di oltre lo 0,5% rispetto allo scorso anno: le auto Fiat immatricolate da inizio anno sono 728.968, il 7,8% in più rispetto allo scorso anno.

Queste sono le vendite e gli incrementi registrati quest’anno dal Gruppo Fiat:

GENNAIO 78.000 + 5,60%
FEBBRAIO 72.752 +11,79%
MARZO 82.233 + 6,62%
APRILE 66.256 +14,50%
MAGGIO 75.833 + 8,36%
GIUGNO 71.558 +12,23%
LUGLIO 64.467 + 9,80%
AGOSTO 33.010 + 7,86%
SETTEMBRE 57.436 + 2,09%
OTTOBRE 63.082 + 7,04%
NOVEMBRE 60.189 + 0,63%

Confrontando la quota del Gruppo Fiat con i periodi dei mesi di quest’anno con lo scorso anno si ha:

GENNAIO 31,4% 30,7%
FEBBRAIO 32,54% 30,76%
MARZO 31,76% 30,5%
APRILE 32,25% 30,86%
MAGGIO 30,91% 30,6%
GIUGNO 31,65% 30,47%
LUGLIO 30,49% 30,56%
AGOSTO 31,81% 31,49%
SETTEMBRE 31,08% 30,5%
OTTOBRE 30,73% 31,14%
NOVEMBRE 30,91% 31,03%

Fiat ha anche comunicato di avere raggiunto 115 mila ordini per la nuova Fiat 500. Un grandissimo successo.
Le auto più vendute di casa Fiat sono la Punto, la Panda e la 500.

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Record storico del petrolio a 100 dollari al barile circa effettuato durante il mese di novembre 2007.

Un barile è pari a 42 galloni USA corrispondenti a 158,987294928 litri. In pratica con il petrolio a 100 dollari al barile corrisponde a circa 0,629 dollari per ogni litro di petrolio.

Alcuni dei principali produttori di petrolio nel mondo sono:

  • Anadarko - USA
  • BP - Regno Unito
  • Chevron - USA
  • ConocoPhillips - USA
  • Eni - Italia
  • ExxonMobil - USA
  • Gulf Oil - USA
  • Irving Oil - Canada
  • Marathon - USA
  • Norsk Hydro - Norvegia
  • PDVSA - Venezuela
  • Petrobras - Brasile
  • Petrochina - Cina
  • Petroleos Mexicanos - Messico
  • Petro Canada - Canada
  • Petronas - Malesia
  • Pride Offshore - Stati Uniti
  • Qatar Petroleum - Qatar
  • Repsol - Spagna
  • Royal Dutch Shell - Paesi Bassi e Regno Unito
  • Sonangol - Angola
  • Statoil - Norvegia
  • Total - Francia
  • YPF - Argentina
  • YPFB - Bolivia
  • YUKOS - Russia

Molte di queste azioni di società petrolifere dagli anni novanta fino a quest’anno hanno avuto notevoli incrementi in borsa grazie proprio al forte incremento delle quotazioni del petrolio. Chi ha investito nel settore del petrolio e delle materie prime ha avuto l’opportunità spesso di avere ottimi guadagni di borsa con buone performance.

Il petrolio continuerà a salire o scenderà? Si è raggiunto il massimo storico con la classica bolla speculativa del top delle quotazioni?

La risposta è piuttosto difficile da dare però si possono fare alcune considerazioni. L’oro nero è una risorsa disponibile ma limitata e come tale per un logico meccanismo della domanda e dell’offerta potrebbe essere possibile un tendenziale aumento delle quotazioni del greggio nel tempo, tuttavia esistono molte fonti di energia rinnovabile ed altre forme di energia a minore costo. C’è chi pensa che alcuni livelli di prezzo del petrolio - dei quali non si riesce a identificare il livello - non possano essere superati in quanto il petrolio potrebbe diventare eccessivamente costoso e meno conveniente rispetto ad altre fonti di energia.

Probabilmente il processo di diversificazione dell’approvvigionamento energetico non è ancora maturo, tuttavia pur escludendo l’energia nucleare tutte le altre fonti energetiche come la bioenergia generata da biomasse come biogas, biodiesel, oli vegetali e cippato, l’energia solare catturata con i pannelli solari - fotovoltaico e termico, l’energia eolica, termovalorizzazione di cdr, l’energia idroelettrica generata dall’energia del moto ondoso, energia delle maree detta mareomotrice, energia talassotermica, energia geotermica sono tutte da considerarsi come fonti di energia rinnovabili e con un basso impatto ambientale spesso inferiore rispetto al petrolio e con costi spesso notevolmente inferiori.

Sfruttare energia naturale come le risorse idriche, il vento, il sole, i prodotti vegetali nonchè i rifiuti sia organici che inorganici può contribuire ad una migliore tutela dell’ambiente, ad una diversificazione di approvvigionamento energetico e spesso al risparmio di molti euro sulla bolletta energetica.

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Il premio di rendimento dei titoli di Stato a tasso fisso tra Germania e Italia tende ad aumentare.
Sul decennale un btp la scorsa settimana ha avuto il premio intorno a 40 punti base, un livello simile si è avuto il 18 settembre 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle.
La scorsa settimana il BTP decennale rendeva circa […]

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