Il Consiglio direttivo ha deciso a Francoforte che la BCE anche questa volta lascia i tassi di interesse invariati. Quindi la BCE non alza i tassi come aveva in passato ipotizzato e non si esclude dunque che in futuro la BCE possa tagliare i tassi di interesse.
La Banca Centrale Europea fissa l’attuale tasso di rifinanziamento principale sulle operazioni pronti contro termine al 4%, il tasso sui depositi overnight al 3% e quello sui rifinanziamenti marginali al 5%.
Nei minuti successivi alla decisione della BCE il cambio euro dollaro è sostanzialmente stabile e la borsa di Milano, Londra, Parigi, Francoforte, Zurigo, Madrid e Stoccolma sono rimaste con il segno meno. Le borse europee infatti durante la mattina hanno continuato a perdere accentuando i ribassi nel corso della mattinata nonostante la chiusura positiva di Tokio e di altre borse asiatiche per poi recuperare un po’ nel pomeriggio dopo le 14 presumibilmente sulle parole del Presidente della BCE Trichet e sull’apertura di Wall Street tornando poi in positivo nel finale della seduta di borsa di oggi.
Il Presidente della BCE Jean Claude Trichet quindi nella consueta conferenza stampa del giovedì pomeriggio successiva alla decisione relativa ai tassi di interesse stabiliti dalla BCE indica che:
La decisione del direttivo sui tassi è stata unanime e che il direttivo monitorerà gli sviluppi molto da vicino con azione ferma e tempestiva evitando il materializzarsi dei rischi connessi ai prezzi.
Inoltre l’elevato livello di incertezza richiede ulteriori informazioni prima di decidere su un’eventuale variazione dei tassi di interesse. Qui Trichet potrebbe lasciare intendere che è aperto sia a rialzare i tassi che a tagliare i tassi di interesse con un prossimo intervento per esempio di 0,25% o 0,5%.
I fondamentali dell’economia sono robusti, la volatilità dei mercati finanziari può influenzare considerevolmente le dinamiche monetarie. Questo potrebbe volere dire che la turbolenza che si è sviluppata dalla volatilità ribassista dei mercati finanziari potrebbe, forse, fare cambiare idea al presidente della BCE Jean Claude Trichet e di valutare in futuro anche un’eventuale riduzione dei tassi di interesse seguendo il presumibile taglio dei tassi di interesse che la FED dovrebbe fare nella prossima riunione del 18 settembre. Si ipotizza infatti un taglio del costo del denaro pari a 0,25% e c’è qualche studio che vede per settembre addirittura un taglio dello 0,5% dei tassi di interesse. Si esclude al momento un taglio dei tassi della FED dello 0,75% o dell’1% durante questo mese.
Il PIL continua a crescere a tassi sostenibili per l’anno corrente tra il 2,2% e il 2,8%.
Il Presidente della BCE Jean Claude Trichet fa notare che i tassi a breve più alti hanno in parte stabilizzato la crescita del credito al settore privato. Bisogna inoltre tenere dovuto conto della volatilità e crescita del PIL. E’ necessario un adeguato monitoraggio dell’economia visti gli sviluppi dei mercati. I rischi per lo scenario dei prezzi sono rivolti verso l’alto. La domanda estera sosterrà export e investimenti dell’area Euro e i consumi dovrebbero rafforzarsi. La BCE farà molta attenzione ai mercati e alla volatilità e riapprezzamento del rischio hanno determinato incertezza.
Il Presidente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet dice che è molto orgoglioso per quello che la BCE ha fatto sul mercato monetario e che sempre la Banca Centrale Europea ha deciso quando e come è stato necessario: si tratta di una cosa diversa dalla gestione della politica monetaria e la BCE ha risposto in tempo reale.
La politica monetaria della BCE è ancora tendenzialmente accomodante.
La BCE è in costante contatto con la Banca di Inghilterra, la FED, la Banca centrale del Giappone.
Non è da escludere infatti che il problema sui tassi interbancari sia dovuto ad un attacco in grande stile da parte di qualche istituzione finanziaria effettuata, guarda caso, ad agosto ovvero nel periodo di scambi più sottili e quindi in un sistema più vulnerabile. Da alcune parole di Trichet potrebbero emergere dei segnali riguardo una difesa estremamente compatta, vigile ed inflessibile per difendere il sistema. Inoltre sembra si stia cercando di tracciare ed identificare le istituzioni finanziarie che stanno attaccando con molta forza il sistema monetario dei tassi interbancari nell’area Euro e Usa. Infatti problemi simili non sembrano esserci in altri Paesi come ad esempio il Brasile.
Si ricorda che i problemi che alcune banche stanno avendo sui tassi interbancari, sul disallineamento e sull’elevatissimo costo operativo con spread assurdi che non si sono avuti neppure nel ‘92 sta creando alcuni problemi ad alcune banche. Problemi che dovrebbero rientrare comunque a breve con addirittura la possibilità di un temporaneo problema opposto ovvero un’elevata liquidità in forte eccesso per qualche giorno e settimana del mercato interbancario che potrebbe schiacciare violentemente verso il basso i tassi sull’interbancario.
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