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Category Archive for 'BCE Banca Centrale Europea'

Il 9 settembre si è svolto un importante incontro tra i governatori delle Banche Centrali del G10 compreso quindi il Presidente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet e il Presidente della Federal Reserve Ben Bernanke.

Il presidente della BCE e portavoce del G10 Jean Claude Trichet durante il meeting dei governatori delle Banche Centrali del G10 e durante la conferenza stampa dice che stiamo osservando una ad un correzione sui mercati finanziari e che c’è ancora un livello di crescita incoraggiante.

La FED ha illustrato la situazione evidenziando che c’è la possibilità di una ricaduta sulla crescita degli Stati Uniti.

Trichet continua a dire che la situazione sui mercati finanziari merita attenzione e che si osserva durante la correzione in atto l’aumento di volatilità nei premi di rischio e nell’allargamento degli spread. Quando ci sono correzioni, ci sono episodi di overshooting a livello di volatilità. La situazione merita attenzione.

La BCE osserva che c’è da monitorare attentamente quanto accade negli USA, anche se quel che succede negli Stati Uniti va inquadrato in uno scenario in cui molte economie dei Paesi industrializzati e dei Paesi emergenti hanno buoni fondamentali. Ci sono quindi buone ragioni perchè queste economie continuino a crescere al loro potenziali. Comunque non è tempo per compiacersi.

La situazione quindi dell’economia globale è bene monitorata ed osservata dalle Banche Centrali.

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Il Consiglio direttivo ha deciso a Francoforte che la BCE anche questa volta lascia i tassi di interesse invariati. Quindi la BCE non alza i tassi come aveva in passato ipotizzato e non si esclude dunque che in futuro la BCE possa tagliare i tassi di interesse.

La Banca Centrale Europea fissa l’attuale tasso di rifinanziamento principale sulle operazioni pronti contro termine al 4%, il tasso sui depositi overnight al 3% e quello sui rifinanziamenti marginali al 5%.

Nei minuti successivi alla decisione della BCE il cambio euro dollaro è sostanzialmente stabile e la borsa di Milano, Londra, Parigi, Francoforte, Zurigo, Madrid e Stoccolma sono rimaste con il segno meno. Le borse europee infatti durante la mattina hanno continuato a perdere accentuando i ribassi nel corso della mattinata nonostante la chiusura positiva di Tokio e di altre borse asiatiche per poi recuperare un po’ nel pomeriggio dopo le 14 presumibilmente sulle parole del Presidente della BCE Trichet e sull’apertura di Wall Street tornando poi in positivo nel finale della seduta di borsa di oggi.

Il Presidente della BCE Jean Claude Trichet quindi nella consueta conferenza stampa del giovedì pomeriggio successiva alla decisione relativa ai tassi di interesse stabiliti dalla BCE indica che:

La decisione del direttivo sui tassi è stata unanime e che il direttivo monitorerà gli sviluppi molto da vicino con azione ferma e tempestiva evitando il materializzarsi dei rischi connessi ai prezzi.

Inoltre l’elevato livello di incertezza richiede ulteriori informazioni prima di decidere su un’eventuale variazione dei tassi di interesse. Qui Trichet potrebbe lasciare intendere che è aperto sia a rialzare i tassi che a tagliare i tassi di interesse con un prossimo intervento per esempio di 0,25% o 0,5%.

I fondamentali dell’economia sono robusti, la volatilità dei mercati finanziari può influenzare considerevolmente le dinamiche monetarie. Questo potrebbe volere dire che la turbolenza che si è sviluppata dalla volatilità ribassista dei mercati finanziari potrebbe, forse, fare cambiare idea al presidente della BCE Jean Claude Trichet e di valutare in futuro anche un’eventuale riduzione dei tassi di interesse seguendo il presumibile taglio dei tassi di interesse che la FED dovrebbe fare nella prossima riunione del 18 settembre. Si ipotizza infatti un taglio del costo del denaro pari a 0,25% e c’è qualche studio che vede per settembre addirittura un taglio dello 0,5% dei tassi di interesse. Si esclude al momento un taglio dei tassi della FED dello 0,75% o dell’1% durante questo mese.

Il PIL continua a crescere a tassi sostenibili per l’anno corrente tra il 2,2% e il 2,8%.

Il Presidente della BCE Jean Claude Trichet fa notare che i tassi a breve più alti hanno in parte stabilizzato la crescita del credito al settore privato. Bisogna inoltre tenere dovuto conto della volatilità e crescita del PIL. E’ necessario un adeguato monitoraggio dell’economia visti gli sviluppi dei mercati. I rischi per lo scenario dei prezzi sono rivolti verso l’alto. La domanda estera sosterrà export e investimenti dell’area Euro e i consumi dovrebbero rafforzarsi. La BCE farà molta attenzione ai mercati e alla volatilità e riapprezzamento del rischio hanno determinato incertezza.

Il Presidente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet dice che è molto orgoglioso per quello che la BCE ha fatto sul mercato monetario e che sempre la Banca Centrale Europea ha deciso quando e come è stato necessario: si tratta di una cosa diversa dalla gestione della politica monetaria e la BCE ha risposto in tempo reale.

La politica monetaria della BCE è ancora tendenzialmente accomodante.

La BCE è in costante contatto con la Banca di Inghilterra, la FED, la Banca centrale del Giappone.

Non è da escludere infatti che il problema sui tassi interbancari sia dovuto ad un attacco in grande stile da parte di qualche istituzione finanziaria effettuata, guarda caso, ad agosto ovvero nel periodo di scambi più sottili e quindi in un sistema più vulnerabile. Da alcune parole di Trichet potrebbero emergere dei segnali riguardo una difesa estremamente compatta, vigile ed inflessibile per difendere il sistema. Inoltre sembra si stia cercando di tracciare ed identificare le istituzioni finanziarie che stanno attaccando con molta forza il sistema monetario dei tassi interbancari nell’area Euro e Usa. Infatti problemi simili non sembrano esserci in altri Paesi come ad esempio il Brasile.

Si ricorda che i problemi che alcune banche stanno avendo sui tassi interbancari, sul disallineamento e sull’elevatissimo costo operativo con spread assurdi che non si sono avuti neppure nel ‘92 sta creando alcuni problemi ad alcune banche. Problemi che dovrebbero rientrare comunque a breve con addirittura la possibilità di un temporaneo problema opposto ovvero un’elevata liquidità in forte eccesso per qualche giorno e settimana del mercato interbancario che potrebbe schiacciare violentemente verso il basso i tassi sull’interbancario.

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La BCE di Jean-Claude Trichet giovedì 9 agosto 2007 ha immesso sul mercato una quantità davvero forte di liquidità: questo avrà presumibilmente la possibilità di tamponare e fare risalire i mercati finanziari. Sono stati messi sul mercato circa 130 milardi di dollari, circa 100 miliardi di euro.

Cosa potrebbe succedere? Gli scenari sono complessi e non eccessivamente chiari ma in presenza di un calo delle quotazioni del petrolio si potrebbe ipotizzare che prima di rialzare i tassi di interesse in Europa Jean-Claude Trichet e la Banca Europea ci dovranno pensare un po’.

Forse è per questo che il bund è salito, così come il reddito fisso e i btp scommettendo forse su un non imminente rialzo dei tassi di interesse della BCE.

Le aspettative per un rialzo dei tassi nel prossimo mese si sono ampiamente ridotte e visto l’atteggiamento della BCE di immettere sul mercato tempestivamente e con rapidità inusuale una forte quantità di liquidità, è plausibile pensare che di rialzi dei tassi di interesse in Europa per un po’ non se ne parlerà più e ora potrebbe essere il tempo di avere tassi stabili o addirittura in calo. Una riduzione dei tassi in Europa potrebbe essere non proprio imminente ma comunque più vicina rispetto alle precedenti aspettative.

Una riduzione dei tassi di interesse o un mancato aumento dei tassi di interesse - in buona parte già scontati dal mercato, in presenza di una crescita robusta e di forti utili potrebbe portare le quotazioni azionarie a nuovi massimi storici e costituire le attuali quotazioni di alcune azioni un’opportunità di acquisto a prezzi economici, da saldo, quasi stracciati.

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La BCE di Jean-Claude Trichet - President of the European Central Bank (ECB) - in un articolo pubblicato nel Bollettino mensile a riguardo del Leveraged buyout e la stabilità finanziaria afferma che “Il mercato mondiale dei prestiti a elevata leva finanziaria, ivi compreso un ampio segmento europeo, mostra alcune analogie con il mercato statunitense dei mutui ipotecari di qualità non primaria che potrebbero dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di una svolta avversa nel ciclo del credito”.

Alcuni problemi sembrano esserci anche in alcuni fondi che investono nel mercato americano dei subprime. BNP Paribas ha sospeso temporaneamente la quotazione di 3 fondi coinvolti in questa crisi finanziaria. Già altre banche in Germania avevano bloccato le richieste di rimborso di alcuni fondi coinvolti nel subprime.

La Banca Centrale Europea continua a richiedere di vigilare sui prezzi e ridurre la spesa pubblica: eventuali introiti straordinari dovrebbero essere destinati alla riduzione del disavanzo. Inoltre si sottolinea che le prospettive di espansione nel medio periodo restano favorevoli e che ci sono rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi e pertanto è essenziale vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino i rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo.

Alcune componenti che hanno fatto aumentare i prezzi e l’inflazione è per esempio, oltre all’aumento dei salari, il forte incremento del prezzo del petrolio e della benzina alla pompa e l’elevato costo di approvvigionamento del petrolio in vista del prossimo autunno e primavera con probabili inverni freddi e con il periodo centrale dell’inverno rigido e temperature al di sotto della media.

Il profilo a breve termine dei tassi di inflazione continua a riflettere in ampia misura l’evoluzione dei prezzi dell’energia. Tenuto conto dell’attuale livello delle quotazioni del petrolio e dei relativi contratti future sul greggio, è probabile che nei prossimi mesi l’inflazione continui sostanzialmente ad attestarsi intorno ai valori correnti, per poi registrare un incremento significativo verso fine anno.

Da monitorare attentamente anche l’andamento dei prezzi del petrolio.

La Banca Centrale Europea anche questa volta ribadisce la preoccupazione sui principali rischi per la stabilità dei prezzi dovuti all’andamento più sostenuto delle attese di salari e costi, infatti viene detto dell’”importanza di evitare una dinamica salariale che finirebbe per generare pressioni inflazionistiche e ridurre il potere di acquisto di tutti i cittadini dell’area euro”.

Viene anche detto che nell’orizzonte di medio periodo rilevante per la politica monetaria le prospettive di stabilità dei prezzi rimangono soggette a rischi al rialzo. La recente evoluzione dei corsi del petrolio costituisce un monito circa i potenziali rischi per la stabilità dei prezzi connessi alla dinamica della componente delle materie prime. Nel complesso, tuttavia, rischi al rialzo derivano in ampia misura da fattori interni. In particolare, dato l’elevato grado di utilizzo delle risorse dell’economia dell’area euro e con l’occupazione in forte crescita, si profilano vincoli di capacità che potrebbero indurre, segnatamente, una dinamica dei salari e dei costi più vivace delle attese. In tale contesto il potere delle imprese nel determinare i prezzi in segmenti di mercato a bassa concorrenza potrebbe incrementare i margini di profitto. E’ pertanto cruciale che tutte le parti coinvolte mostrino senso di responsabilità. Gli accordi salariali dovrebbero essere sufficientemente differenziati per tenere conto delle posizioni in termini di competitività di prezzo, del livello tuttora elevato della disoccupazione in numerose economie nonché degli andamenti della produttività del settore. Rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi derivano inoltre da aumenti dei prezzi amministrati e dalle imposte indirette in aggiunta a quelli anticipati finora, nonché dal possibile orientamento prociclico della politica di bilancio in alcuni paesi.

Le prospettive di crescita ed espansione di Eurolandia restano nel medio periodo favorevoli. Vi sono i presupposti per il perdurare di una crescita sostenuta nell’area euro. I rischi per questo favorevole scenario di crescita sono sostanzialmente bilanciati nel breve periodo. A medio termine restano complessivamente orientati verso il basso, soprattutto per effetto di fattori esterni riconducibili segnatamente alla possibilità di bruschi mutamenti del clima di fiducia nei mercati finanziari mondiali che potrebbero comportare una ridefinizione del prezzo del rischio, a ulteriori incrementi del prezzo del petrolio, alla preoccupazione circa un eventuale andamento disordinato connesso a squilibri mondiali e ai timori di un aumento delle pressioni protezionistiche.

I mercati finanziari attraversano una fase di nervosismo caratterizzata da un aumento della volatilità e da un riesame dei rischi. Tale evoluzione manifesta segnali di normalizzazione per quanto concerne la definizione del prezzo di rischio. I mutamenti del clima di fiducia vanno tenuti sotto stretta osservazione. Il consiglio direttivo continuerà a prestare grande attenzione agli andamenti dei mercati nel prossimo periodo.

Secondo la BCE la sottovalutazione della valuta cinese, lo Yuan rischia di essere un boomerang per l’economia cinese. Occorre attuare misure di carattere più strutturale per affrontare le sfide di medio termine connesse agli squilibri globali. In particolare, una maggiore flessibilità dei tassi di cambio nei paesi che ne sono privi rimane della massima importanza. Ciò vale soprattutto per la Cina che ha registrato avanzi delle partite correnti molto ampi e crescenti. La sottovalutazione della sua moneta si riflette anche in un’accumulazione molto elevata di riserve valutaria che rende difficile al gestione macroeconomica interna, fra l’altro attraverso una forte espansione della liquidità e del credito. Inoltre, le riforme, la deregolamentazione e la liberalizzazione del settore finanziario in diverse economie emergenti, fra cui la Cina, saranno cruciali per ridurre l’eccesso di risparmio nonché migliorare l’efficacia delle politiche economiche e l’allocazione complessiva delle risorse, promuovendo così il benessere economico dell’intera popolazione.

Ulteriori progressi nella riforma strutturale dei mercati del lavoro e dei beni e servizi in Europa e in Giappone sono importanti affinché anche queste economie contribuiscano alla correzione degli squilibri globali. Nel caso degli Stati Uniti, il paese con il disavanzo corrente in gran lunga più ampio del mondo in termini assoluti, un mutamento delle politiche macroeconomiche, inclusa quella di bilancio, e interventi volti ad aumentare, in particolare, il risparmio del settore privato sono cruciali per contribuire a ridurre il disavanzo corrente e riequilibrare i flussi internazionali di capitale.

Nel complesso, poiché le più grandi economie del mondo condividono alla responsabilità degli squilibri globali, l’attuazione congiunta di riforme strutturali in tutti i paesi interessati aumenterà in misura considerevole le probabilità di una correzione coronata da successo.

Sul fronte inflazione la Survey of Professional Forecaster SPF stima un’inflazione in Europa al 2% per l’anno in corso e per il prossimo anno rispetto all’1,9 precedentemente indicato.

In media, i partecipanti alla Survey of Professional Forecaster hanno rivisto al rialzo le aspettative di inflazione e queste correzioni previsionali riflettono in larga misura le ipotesi di rincari petroliferi e il miglioramento delle prospettive di crescita, determinando un crescente grado di utilizzo della capacità produttiva. Alcuni interpellati hanno inoltre menzionato i prezzi amministrati superiori alle attese e le rinnovate spinte inflazionistiche provenienti dai prezzi dei beni di consumo non energetici.

Il ridimensionamento dei piani di risanamento in presenza di risultati positivi di bilancio inaspettatamente positivi comporta il rischio che si ripeta l’esperienza del 2000-2001, quando una insufficiente preparazione a un rallentamento dell’economia ha portato in breve tempo a disavanzi eccessivi.

Riveste inoltre importanza cruciale che i governi nazionali attuino le riforme strutturali con determinazione per migliorare il funzionamento e la flessibilità dei mercati e accrescere la concorrenza.

Il rispetto del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza è imprescindibile al fine di promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nel lungo periodo.

La Survey of Professional Forecastres stima la crescita del pil in Eurolandia in crescita per l’anno corrente del 2,7% rispetto al 2,5% precedentemente stimato.

L’ulteriore liberalizzazione dei mercati, in particolare nel settore agricolo e in quello dei servizi, ha accresciuto la concorrenza; la riduzione delle barriere nazionali andrebbe a beneficio dei consumatori determinando un abbassamento dei prezzi, un aumento dei salari reali e una maggiore scelta di prodotti. Anche le imprese ne trarrebbero vantaggio, poiché questi fattori potenzierebbero l’efficienza, il dinamismo e la capacità di far fronte agli shock economici nonché di raccogliere le sfide e le opportunità derivanti dalla globalizzazione. Il completamento del mercato interno deve dunque costituire una priorità, in particolare per quanto riguarda l’ulteriore integrazione dei mercati finanziari, il proseguimento di un’effettiva concorrenza nelle industrie di rete e l’applicazione della direttiva sui servizi.

Ci sono ancora dei rischi sulla stabilità dei prezzi nel medio termine e la BCE è vigile per intervenire con tempestività e fermezza per garantirela stabilità del sistema.

La riduzione delle barriere nazionali andrebbe a beneficio dei consumatori determinando un abbassamento dei prezzi, un aumento dei salari reali e una maggiore scelta di prodotti. Anche le imprese ne trarrebbero vantaggio poiché questi fattori potenzierebbero l’efficienza, il dinamismo e la capacità di far fronte agli shock economici, nonché di raccogliere le sfide e le opportunità derivanti dalla globalizzazione.

I recenti andamenti economici e gli indicatori ricavati dalle indagini congiunturali confermano che nell’area euro è proseguita una robusta crescita dell’economia nel corso del secondo trimestre. Guardando al futuro, le prospettive di espansione nel medio periodo restano favorevoli. Vi sono i presupposti per il perdurare di una crescita sostenuta nell’area euro. Le condizioni esterne, dunque, continuano a sostenere le esportazioni dell’area euro. Anche la domanda interna dell’area dovrebbe preservare il suo slancio relativamente vivace. Gli investimenti dovrebbero restare dinamici. I consumi saranno sostenuti dall’evoluzione del reddito disponibile reale, in un contesto caratterizzato dal perdurare di una forte crescita dell’occupazione.

E’ essenziale pertanto vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo. Alla luce del contesto economico attualmente positivo nell’area dell’euro, la politica monetaria della BCE si connota ancora come accomodante. Nel complesso perdurano le condizioni di finanziamento favorevoli, una vigorosa crescita di moneta e credito, una situazione di liquidità abbondante. In prospettiva resta quindi necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo.

Un ruolo di analisi, studi e interventi della BCE orientata ad un preciso e tempestivo intervento alla stabilità dei prezzi.

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Oggi Mercoledì 6 giugno 2007 c’è stato un ulteriore rialzo dei tassi di interesse dello 0,25%. I tassi di interesse sono stati portati dal 3,75% al 4% raggiungendo il livello più alto degli ultimi cinque anni ed avvicinandosi al 5,25% del tasso di interesse USA con una differenza di appena l’1,25%.

Ottavo rialzo dei tassi di interesse in 18 mesi passando dal 2% al 4% da dicembre 2005 a giugno 2007.

Il rialzo del costo del denaro era già stato ampiamente scontato dai mercati finanziari e infatti il reddito fisso ed in particolare il BUND e il BTP si sono rafforzati ed hanno guadagnato qualche decimo di punto.

Il rendimento di un decennale è venuto ad attestarsi intorno al 4,5%.

La politica monetaria rimane “ancora piuttosto accomodante” secondo Trichet. Da una parte è una buona notizia anche se quell’ “ancora” lascia intendere che il rialzo del costo del denaro salirà ancora.

Alcuni analisti giudicando l’outlook favorevole per una crescita sostenuta non escludono un ulteriore rialzo del costo del denaro di uno 0,25 o 0,5 massimo per fine anno.

La Banca Centrale Europea agisce in modo fermo e tempestivo per non perdere il controllo di un eventuale aumento dell’inflazione o attesa inflazionistica. Va riconosciuto che la stima dell’inflazione in Eurolandia per il 2007 è lievemente aumentata mentre è confermata quella delle previsioni per il 2008 che vede un’inflazione tra l’1,4% e il 2,6%. Proprio questo fattore ha tranquillizzato in parte i mercati finanziari obbligazionari.
L’aumento dell’inflazione tuttavia non appare particolarmente evidente e preoccupante e questo potrebbe indurre Jean Claude Trichet ad aumentare non oltre lo 0,25% il costo del denaro entro fine anno. Inoltre con il cambio euro dollaro intorno a 1,35 un eccessivo rialzo dei tassi di interesse potrebbe comportare un tasso di cambio della valuta particolarmente doloroso e faticosamente sostenibile.

Cosa hanno fatto i mercati finanziari azionari oggi:

- Londra -1,66%
- Parigi -1,66%
- Francoforte -2,40%
- Milano -1,45%
- Madrid -1,33%
- Amsterdam -1,33%
- Zurigo -1,39%
- Dow Jones -0,95%

In lieve rialzo e ben comprato il BUND.

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