La BCE di Jean-Claude Trichet - President of the European Central Bank (ECB) - in un articolo pubblicato nel Bollettino mensile a riguardo del Leveraged buyout e la stabilità finanziaria afferma che “Il mercato mondiale dei prestiti a elevata leva finanziaria, ivi compreso un ampio segmento europeo, mostra alcune analogie con il mercato statunitense dei mutui ipotecari di qualità non primaria che potrebbero dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di una svolta avversa nel ciclo del credito”.
Alcuni problemi sembrano esserci anche in alcuni fondi che investono nel mercato americano dei subprime. BNP Paribas ha sospeso temporaneamente la quotazione di 3 fondi coinvolti in questa crisi finanziaria. Già altre banche in Germania avevano bloccato le richieste di rimborso di alcuni fondi coinvolti nel subprime.
La Banca Centrale Europea continua a richiedere di vigilare sui prezzi e ridurre la spesa pubblica: eventuali introiti straordinari dovrebbero essere destinati alla riduzione del disavanzo. Inoltre si sottolinea che le prospettive di espansione nel medio periodo restano favorevoli e che ci sono rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi e pertanto è essenziale vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino i rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo.
Alcune componenti che hanno fatto aumentare i prezzi e l’inflazione è per esempio, oltre all’aumento dei salari, il forte incremento del prezzo del petrolio e della benzina alla pompa e l’elevato costo di approvvigionamento del petrolio in vista del prossimo autunno e primavera con probabili inverni freddi e con il periodo centrale dell’inverno rigido e temperature al di sotto della media.
Il profilo a breve termine dei tassi di inflazione continua a riflettere in ampia misura l’evoluzione dei prezzi dell’energia. Tenuto conto dell’attuale livello delle quotazioni del petrolio e dei relativi contratti future sul greggio, è probabile che nei prossimi mesi l’inflazione continui sostanzialmente ad attestarsi intorno ai valori correnti, per poi registrare un incremento significativo verso fine anno.
Da monitorare attentamente anche l’andamento dei prezzi del petrolio.
La Banca Centrale Europea anche questa volta ribadisce la preoccupazione sui principali rischi per la stabilità dei prezzi dovuti all’andamento più sostenuto delle attese di salari e costi, infatti viene detto dell’”importanza di evitare una dinamica salariale che finirebbe per generare pressioni inflazionistiche e ridurre il potere di acquisto di tutti i cittadini dell’area euro”.
Viene anche detto che nell’orizzonte di medio periodo rilevante per la politica monetaria le prospettive di stabilità dei prezzi rimangono soggette a rischi al rialzo. La recente evoluzione dei corsi del petrolio costituisce un monito circa i potenziali rischi per la stabilità dei prezzi connessi alla dinamica della componente delle materie prime. Nel complesso, tuttavia, rischi al rialzo derivano in ampia misura da fattori interni. In particolare, dato l’elevato grado di utilizzo delle risorse dell’economia dell’area euro e con l’occupazione in forte crescita, si profilano vincoli di capacità che potrebbero indurre, segnatamente, una dinamica dei salari e dei costi più vivace delle attese. In tale contesto il potere delle imprese nel determinare i prezzi in segmenti di mercato a bassa concorrenza potrebbe incrementare i margini di profitto. E’ pertanto cruciale che tutte le parti coinvolte mostrino senso di responsabilità. Gli accordi salariali dovrebbero essere sufficientemente differenziati per tenere conto delle posizioni in termini di competitività di prezzo, del livello tuttora elevato della disoccupazione in numerose economie nonché degli andamenti della produttività del settore. Rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi derivano inoltre da aumenti dei prezzi amministrati e dalle imposte indirette in aggiunta a quelli anticipati finora, nonché dal possibile orientamento prociclico della politica di bilancio in alcuni paesi.
Le prospettive di crescita ed espansione di Eurolandia restano nel medio periodo favorevoli. Vi sono i presupposti per il perdurare di una crescita sostenuta nell’area euro. I rischi per questo favorevole scenario di crescita sono sostanzialmente bilanciati nel breve periodo. A medio termine restano complessivamente orientati verso il basso, soprattutto per effetto di fattori esterni riconducibili segnatamente alla possibilità di bruschi mutamenti del clima di fiducia nei mercati finanziari mondiali che potrebbero comportare una ridefinizione del prezzo del rischio, a ulteriori incrementi del prezzo del petrolio, alla preoccupazione circa un eventuale andamento disordinato connesso a squilibri mondiali e ai timori di un aumento delle pressioni protezionistiche.
I mercati finanziari attraversano una fase di nervosismo caratterizzata da un aumento della volatilità e da un riesame dei rischi. Tale evoluzione manifesta segnali di normalizzazione per quanto concerne la definizione del prezzo di rischio. I mutamenti del clima di fiducia vanno tenuti sotto stretta osservazione. Il consiglio direttivo continuerà a prestare grande attenzione agli andamenti dei mercati nel prossimo periodo.
Secondo la BCE la sottovalutazione della valuta cinese, lo Yuan rischia di essere un boomerang per l’economia cinese. Occorre attuare misure di carattere più strutturale per affrontare le sfide di medio termine connesse agli squilibri globali. In particolare, una maggiore flessibilità dei tassi di cambio nei paesi che ne sono privi rimane della massima importanza. Ciò vale soprattutto per la Cina che ha registrato avanzi delle partite correnti molto ampi e crescenti. La sottovalutazione della sua moneta si riflette anche in un’accumulazione molto elevata di riserve valutaria che rende difficile al gestione macroeconomica interna, fra l’altro attraverso una forte espansione della liquidità e del credito. Inoltre, le riforme, la deregolamentazione e la liberalizzazione del settore finanziario in diverse economie emergenti, fra cui la Cina, saranno cruciali per ridurre l’eccesso di risparmio nonché migliorare l’efficacia delle politiche economiche e l’allocazione complessiva delle risorse, promuovendo così il benessere economico dell’intera popolazione.
Ulteriori progressi nella riforma strutturale dei mercati del lavoro e dei beni e servizi in Europa e in Giappone sono importanti affinché anche queste economie contribuiscano alla correzione degli squilibri globali. Nel caso degli Stati Uniti, il paese con il disavanzo corrente in gran lunga più ampio del mondo in termini assoluti, un mutamento delle politiche macroeconomiche, inclusa quella di bilancio, e interventi volti ad aumentare, in particolare, il risparmio del settore privato sono cruciali per contribuire a ridurre il disavanzo corrente e riequilibrare i flussi internazionali di capitale.
Nel complesso, poiché le più grandi economie del mondo condividono alla responsabilità degli squilibri globali, l’attuazione congiunta di riforme strutturali in tutti i paesi interessati aumenterà in misura considerevole le probabilità di una correzione coronata da successo.
Sul fronte inflazione la Survey of Professional Forecaster SPF stima un’inflazione in Europa al 2% per l’anno in corso e per il prossimo anno rispetto all’1,9 precedentemente indicato.
In media, i partecipanti alla Survey of Professional Forecaster hanno rivisto al rialzo le aspettative di inflazione e queste correzioni previsionali riflettono in larga misura le ipotesi di rincari petroliferi e il miglioramento delle prospettive di crescita, determinando un crescente grado di utilizzo della capacità produttiva. Alcuni interpellati hanno inoltre menzionato i prezzi amministrati superiori alle attese e le rinnovate spinte inflazionistiche provenienti dai prezzi dei beni di consumo non energetici.
Il ridimensionamento dei piani di risanamento in presenza di risultati positivi di bilancio inaspettatamente positivi comporta il rischio che si ripeta l’esperienza del 2000-2001, quando una insufficiente preparazione a un rallentamento dell’economia ha portato in breve tempo a disavanzi eccessivi.
Riveste inoltre importanza cruciale che i governi nazionali attuino le riforme strutturali con determinazione per migliorare il funzionamento e la flessibilità dei mercati e accrescere la concorrenza.
Il rispetto del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza è imprescindibile al fine di promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nel lungo periodo.
La Survey of Professional Forecastres stima la crescita del pil in Eurolandia in crescita per l’anno corrente del 2,7% rispetto al 2,5% precedentemente stimato.
L’ulteriore liberalizzazione dei mercati, in particolare nel settore agricolo e in quello dei servizi, ha accresciuto la concorrenza; la riduzione delle barriere nazionali andrebbe a beneficio dei consumatori determinando un abbassamento dei prezzi, un aumento dei salari reali e una maggiore scelta di prodotti. Anche le imprese ne trarrebbero vantaggio, poiché questi fattori potenzierebbero l’efficienza, il dinamismo e la capacità di far fronte agli shock economici nonché di raccogliere le sfide e le opportunità derivanti dalla globalizzazione. Il completamento del mercato interno deve dunque costituire una priorità, in particolare per quanto riguarda l’ulteriore integrazione dei mercati finanziari, il proseguimento di un’effettiva concorrenza nelle industrie di rete e l’applicazione della direttiva sui servizi.
Ci sono ancora dei rischi sulla stabilità dei prezzi nel medio termine e la BCE è vigile per intervenire con tempestività e fermezza per garantirela stabilità del sistema.
La riduzione delle barriere nazionali andrebbe a beneficio dei consumatori determinando un abbassamento dei prezzi, un aumento dei salari reali e una maggiore scelta di prodotti. Anche le imprese ne trarrebbero vantaggio poiché questi fattori potenzierebbero l’efficienza, il dinamismo e la capacità di far fronte agli shock economici, nonché di raccogliere le sfide e le opportunità derivanti dalla globalizzazione.
I recenti andamenti economici e gli indicatori ricavati dalle indagini congiunturali confermano che nell’area euro è proseguita una robusta crescita dell’economia nel corso del secondo trimestre. Guardando al futuro, le prospettive di espansione nel medio periodo restano favorevoli. Vi sono i presupposti per il perdurare di una crescita sostenuta nell’area euro. Le condizioni esterne, dunque, continuano a sostenere le esportazioni dell’area euro. Anche la domanda interna dell’area dovrebbe preservare il suo slancio relativamente vivace. Gli investimenti dovrebbero restare dinamici. I consumi saranno sostenuti dall’evoluzione del reddito disponibile reale, in un contesto caratterizzato dal perdurare di una forte crescita dell’occupazione.
E’ essenziale pertanto vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo. Alla luce del contesto economico attualmente positivo nell’area dell’euro, la politica monetaria della BCE si connota ancora come accomodante. Nel complesso perdurano le condizioni di finanziamento favorevoli, una vigorosa crescita di moneta e credito, una situazione di liquidità abbondante. In prospettiva resta quindi necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo.
Un ruolo di analisi, studi e interventi della BCE orientata ad un preciso e tempestivo intervento alla stabilità dei prezzi.
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