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Petrolio a 100 dollari al barile

Record storico del petrolio a 100 dollari al barile circa effettuato durante il mese di novembre 2007.

Un barile è pari a 42 galloni USA corrispondenti a 158,987294928 litri. In pratica con il petrolio a 100 dollari al barile corrisponde a circa 0,629 dollari per ogni litro di petrolio.

Alcuni dei principali produttori di petrolio nel mondo sono:

  • Anadarko – USA
  • BP – Regno Unito
  • Chevron – USA
  • ConocoPhillips – USA
  • Eni – Italia
  • ExxonMobil – USA
  • Gulf Oil – USA
  • Irving Oil – Canada
  • Marathon – USA
  • Norsk Hydro – Norvegia
  • PDVSA – Venezuela
  • Petrobras – Brasile
  • Petrochina – Cina
  • Petroleos Mexicanos – Messico
  • Petro Canada – Canada
  • Petronas – Malesia
  • Pride Offshore – Stati Uniti
  • Qatar Petroleum – Qatar
  • Repsol – Spagna
  • Royal Dutch Shell – Paesi Bassi e Regno Unito
  • Sonangol – Angola
  • Statoil – Norvegia
  • Total – Francia
  • YPF – Argentina
  • YPFB – Bolivia
  • YUKOS – Russia

Molte di queste azioni di società petrolifere dagli anni novanta fino a quest’anno hanno avuto notevoli incrementi in borsa grazie proprio al forte incremento delle quotazioni del petrolio. Chi ha investito nel settore del petrolio e delle materie prime ha avuto l’opportunità spesso di avere ottimi guadagni di borsa con buone performance.

Il petrolio continuerà a salire o scenderà? Si è raggiunto il massimo storico con la classica bolla speculativa del top delle quotazioni?

La risposta è piuttosto difficile da dare però si possono fare alcune considerazioni. L’oro nero è una risorsa disponibile ma limitata e come tale per un logico meccanismo della domanda e dell’offerta potrebbe essere possibile un tendenziale aumento delle quotazioni del greggio nel tempo, tuttavia esistono molte fonti di energia rinnovabile ed altre forme di energia a minore costo. C’è chi pensa che alcuni livelli di prezzo del petrolio – dei quali non si riesce a identificare il livello – non possano essere superati in quanto il petrolio potrebbe diventare eccessivamente costoso e meno conveniente rispetto ad altre fonti di energia.

Probabilmente il processo di diversificazione dell’approvvigionamento energetico non è ancora maturo, tuttavia pur escludendo l’energia nucleare tutte le altre fonti energetiche come la bioenergia generata da biomasse come biogas, biodiesel, oli vegetali e cippato, l’energia solare catturata con i pannelli solari – fotovoltaico e termico, l’energia eolica, termovalorizzazione di cdr, l’energia idroelettrica generata dall’energia del moto ondoso, energia delle maree detta mareomotrice, energia talassotermica, energia geotermica sono tutte da considerarsi come fonti di energia rinnovabili e con un basso impatto ambientale spesso inferiore rispetto al petrolio e con costi spesso notevolmente inferiori.

Sfruttare energia naturale come le risorse idriche, il vento, il sole, i prodotti vegetali nonchè i rifiuti sia organici che inorganici può contribuire ad una migliore tutela dell’ambiente, ad una diversificazione di approvvigionamento energetico e spesso al risparmio di molti euro sulla bolletta energetica.


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