Agosto 2007 è stato un mese al cardiopalma per gli investitori.
Il crollo di agosto 2007 ed in particolare di venerdì 10 agosto 2007 passerà alla storia forse come una giornata da panic selling.
I mutui subprime hanno in parte contagiato alcune banche nel mondo, ed in particolare in America e in Europa. Nonostante ciò la correzione dei listini azionari appare un po’ esagerata e varie opportunità di acquisto iniziano ad essere visibili.
A Piazza affari tra i titoli del MIB30 e S&P ci sono azioni con target price anche sopra al 50% rispetto ai livelli toccati durante il venerdì nero del 10 agosto 2007, altri titoli azionari che rendono come p/e – price earning – qualcosa vicino al 7%.
Tutti sanno che i mutui subprime interessano alcune economie ma in Italia non sembra ci siano questi “mutui subprime” visto le rigide regole e controlli che vengono effettuate per erogare un mutuo. Tutte regole improntate alla prudenza e tranquillità.
Appare pertanto evidente come in uno scenario globale colpito dal fattore subprime molte azioni ne sono state coinvolte ma dopo un po’ solo le società realmente coinvolte avranno probabilmente la peggio e aziende del settore finanziario che non hanno problemi dei mutui subprime e a maggior ragione le società che operano in settori diversi dai mutui e finanziamenti esprimeranno al meglio le potenzialità della società in base al proprio core business.
Quindi una società petrolifera per esempio l’ENI vedrà di interesse le quotazioni del petrolio, il valore dell’euro e del dollaro, le esportazioni, ecc. così come per esempio la Fiat, come dato di interesse, viene visto quante auto vende ogni mese, ogni trimestre e ogni anno in Italia, all’estero in Europa e in altri continenti.
Il crollo delle borse ad agosto quindi fa paura ma in parte offre delle opportunità di acquisto che prima erano meno evidenti. Tuttavia la prudenza è d’obbligo perchè pur essendoci buone probabilità di una stabilizzazione dei mercati finanziari ed un attento monitoraggio delle Banche Centrali come la BCE e la FED, ulteriori ribassi non possono certamente escludersi così come un classico lunedì nero o venerdì nero della borsa (i giorni in cui il panico tende ad accentuarsi).