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Alan Greenspan

Alan Greenspan è nato il 6 marzo del 1926. Famoso economista statunitense di origine ebraica è stato per ben 18 anni dal 2 giugno 1987 – come successore di Paul Volcker e fino al 31 gennaio 2006 lasciando al capo della FED Ben Bernanke – a capo della Federal Reserve svolgendo durante i suoi 5 mandati iniziati con il presidente Ronald Reagan e finito con George W. Bush un ruolo essenziale per l’economia USA e di riflesso per il mondo.

I suoi mandati sono stati con i Presidenti degli Stati Uniti d’America del partito Democratico e del partito Repubblicano: Ronald Wilson Reagan – Ronald Reagan, George Herbert Walker Bush – George Bush, William Jefferson Clinton – Bill Clinton, George Walker Bush – George W. Bush.

Alan Greenspan fin da subito ha dovuto fare fronte a eventi particolari come il famoso crollo del lunedì nero del 1987 con la crisi e il crollo della borsa usa del Dow Jones e degli indici mondiali compreso l’indice italiano. Il primo mandato è coinciso con andamenti della borsa non particolarmente positivi. Ma anche successivamente ha dovuto fare fronte alle varie bolle speculative come quella della New Economy (Nasdaq) così come ad alcune crisi: classico boom – sboom. Forse non è stato investito dai problemi e dalla probabile speculazione che investe il settore immobiliare e il sistema dei mutui.

Celebre per alcune sue affermazioni come “Se quello che dico vi sembra troppo chiaro, probabilmente non mi avete compreso”, è passato alla storia per dichiarazioni come quella dell’irrazionale esuberanza e indebita escalation delle quotazioni pronunciata il 5 dicembre 1996. La conseguenza della dichiarazione dell’esuberanza irrazionale dei mercati finanziari di Alan Greenspan fu un bel -3,2% delle azioni giapponesi quotate al NIkkei, la borsa di Tokio.

Sono numerosi i discorsi, nell’ultimo G7 tenuto a dicembre 2005 a Londra al quale ha partecipato ha segnalato nuovamente l’allarme sui pericoli dell’instabilità fiscale negli Stati Uniti e in altri Paesi oltre a “un’inversione protezionista della globalizzazione” con conseguenze critiche sull’economia mondiale.

Alan Greenspan è stato sempre molto ascoltato dalla comunità finanziaria e dagli operatori dei mercati finanziari, politici, industriali, analisti grazie anche all’attenta analisi e lettura dell’economia americana e per gli interventi, spesso corretti, nell’adeguamento dei tassi di interesse con rialzi e ribassi dei tassi spesso corretti anche se talvolta tardivi.

La continua volontà di tenere bassa l’inflazione è una delle priorità che Greenspan ha dato e perseverato grazie anche ad un’attenta analisi dei dati economici e macroeconomici, ad interventi mirati e ad un monitoraggio continuo dei tassi d’interesse, prezzi del petrolio e dell’oro ed altri indicatori importanti.

Da non dimenticare anche la sua preoccupazione doppio deficit di bilancio USA ovvero il deficit dei conti con l’estero e il deficit federale.

La preoccupazione della sostenibilità del sistema economico USA è evidente in quanto è piuttosto prevedibile che il deficit con l’estero che si accumula in forma crescente non possa durare in eterno e questo potrebbe creare qualche problema non irrilevante. L’economia più flessibile e messa in grado di autoregolarsi durante il periodo di crisi e boom dando meno peso alle decisioni della politica monetaria – policy maker – è per Greenspan un elemento importante per un’economia e una finanza sana e matura.

Il ruolo di Alan Greenspan, la visione dell’economia, le indicazioni che ha fornito ai mercati finanziari, le sue dichiarazioni, i suoi studi, le attenzioni e le ipotesi di eventuali rischi, crisi economiche – finanziarie o shock finanziari lasciano sempre un prezioso spunto per un approfondito e consapevole momento di analisi e riflessione sull’andamento dell’economia americana e globale passata, presente e futura.


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